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Porto Longone

Agli inizi del 1600 le grandi potenze europee erano in continuo confronto per l’influenza sull’Italia. Il regno di Spagna, che controllava anche il regno di Napoli, aveva bisogno di tenere sicura la rotta nel Tirreno. Ai tempi le grandi galere da guerra avevano ben poche doti di navigazione, ed erano in pericolo senza un porto sicuro in cui riparare.
Il golfo di Longone era l’ideale, perchè riparato dai venti dominanti che d’inverno portano mareggiate. Dunque nel 1603 una guarnigione spagnola prese terra presso la spiaggia dove ora c’è il paese di Porto Azzurro, e iniziò ad edificare la fortezza spagnola che tutt’ora possiamo vedere.
In contorno alla fortezza si stabilirono nella Marina di Porto Longone i primi insediamenti di pescatori e da lì partì la storia del paese e dei suoi abitanti
Il forte spagnolo, con l’unificazione d’Italia durante il risorgimento perse l’importanza strategica per cui era stato costruito, e diventò una colonia penale.

La spiaggia di Barbarossa

La leggenda narra che il comandante supremo della flotta turca, durante il regno di Solimano il Magnifico (negli anni che vanno dal 1520 al 1538), un certo Khayr ad-Din, conosciuto con il soprannome “Il Barbarossa”, durante una delle sue numerose scorribande sbarcò nei pressi dell’odierno golfo di Porto Azzurro su una spiaggia (che poi prese appunto il suo nome) al fine di nascondere il frutto delle razzie compiute, messo in pericolo dalla flotta dell’ imperatore Carlo V. Il proposito di tornare a riprenderlo non fu mai portato a termine, e il tesoro giace sempre sulla spiaggia di Barbarossa in attesa di essere scoperto…

Porto Azzurro

Nel 1946, con insolita preveggenza per il turismo che arrivò solo 30 anni dopo, l’allora sindaco richiese al Presidente della Repubblica di cambiare nome al paese, dato che Porto Longone era associato alla colonia penale. Dunque fu scelto il nome di Porto Azzurro, in virtù del mare particolarmente limpido dell’allora golfo di Longone.
Il paese ebbe un’espansione economica quando inizià il turismo sull’Isola d’Elba, agli inizi degli anni ’70.

La masseria

La famiglia Rebua vive a Porto Azzurro dal 1700.
La fattoria è gestita da Tonino e da suo figlio Stefano, e ancora prima da suo nonno Pilade, dal suo bisnonno Antonio Rebua ecc…

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